Polpette e Crescentine si racconta: la convivialità ai tempi del Covid-19

Quando penso a una cena con gli amici, la prima immagine che mi viene in mente è una bella cena a base di crescentine.
Quando penso al piatto della domenica, la prima immagine che mi viene in mente è un piatto di polpette al sugo.
Quando penso all’Italia, la prima immagine che mi viene in mente è una grande tavola apparecchiata e soprattutto tante, tantissime voci di persone che ridono e scherzano brindando con un calice di vino.

Queste tre frasi riassumono la mia città, queste tre frasi riassumono il mio paese, in una situazione assurda, surreale, che non avrei mai immaginato di vivere. Il silenzio è assoluto, le macchine che girano per strada pochissime, non scherzo con i miei amici da due settimane, non vado ai giardini a vedere i fiori che sbocciano, non faccio ciò che da anni faccio almeno una volta a settimana: andare a cena fuori.

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Mortadella come una volta? Vi racconto di Artigianquality

Oggi vi parlo di una storia di famiglia, una di quelle storie che una volta che conosci non vedi l’ora di farla sapere a tutti.
Questa storia è ambientata a Mezzolara, dove, tra floride campagne e numerosi allevamenti, abita la famiglia Scapin. I coniugi Scapin si sono conosciuti alla Sagra della Cipolla, lui aveva 16 anni e la sua bella 14, da lì non si sono più lasciati e hanno dato origine alla loro famiglia.
Silvio, macellaio preciso e pignolo, creava ricette uniche con ingredienti sani e genuini, mentre la moglie si occupava di crescere i loro figli con un’alimentazione di prima qualità: tutto veniva prodotto in casa, latte, panna, zabaione, pasta, tutto.
Simona, la figlia maggiore, cresce con una precisa idea di lavoro: attenzione e cura dell’artigianato, arte unica di suo padre, attento ad ogni creazione.
La fortunata realtà degli Scapin diventa anno dopo anno più grande e così, da Mezzolara, la famiglia si sposta a Bologna, dove rileva un locale in via Santo Stefano 88. Silvio si occupa delle ricette e della produzione delle mortadelle, sua moglie della parte di rosticceria e Simona, per ben 12 anni, dà una mano in negozio, cercando di imparare quanto più possibile dal padre, in silenzio, per evitare che lui si distragga.
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