Paella a Bologna? Vi aspetta da FICO!

Se penso a Valencia penso alla “Città dell’arte e delle scienze”, penso al Mercato Centrale, al quartiere della cattedrale e al vociare dei giovani che lo riempiono, penso al sole della Spagna, ai giri in bicicletta al Jardí del Turia.

Valencia è stata meta di un mio bellissimo viaggio del 2014, i ricordi sono ancora vividi e ieri, grazie all’atmosfera creata da FICO EATALY WORLD ho potuto rivivere emozioni uniche.

Città delle Arti e delle Scienze

La paella della famiglia Rioja arriva a Fico Eataly Word

Ieri, giovedì 10 settembre, siamo stati invitati a cena da FICO. La protagonista della serata era lei: la paella valenciana.

Per celebrare il gemellaggio tra Bologna e Valencia,infatti, Grandi Riso e il Consorzio della Paella di Valencia hanno portato sulle tavole di FICO Eataly World il piatto spagnolo per eccellenza.

Grandi Riso

La serata ha avuto inizio con un bellissimo racconto della guida Montse sull’azienda Grandi Riso, situata tra le risaie del delta del Po, permettendo una produzione di riso a km 0.
Essicazione, sbramatura, sbiancatura e calibratura sono i processi pricipali per ottenere un riso di qualità.
Abbiamo scoperto che del riso non si butta via niente e che i suoi scarti, anzi, contribuiscono a rigenerare vita.
Tra le varie analogie presenti tra il nostro Paese e quello spagnolo, abbiamo scoperto anche che le condizioni climatiche del delta del Po sono molto simili a quelle della zona di Albufera, laguna poco distante da Valencia, famosa appunto per la produzione di riso.

Paella, Arroz al horno e Arroz caldoso… i piatti tipici valenciani

Dopo la graditissima introduzione di Montse, abbiamo lasciato lo stand di Grandi Riso e ci siamo spostati nel frutteto di Fico dove ci ha accolto Santos Ruiz, critico enogastronomico di Valencia che ha voluto raccontarci qualche aneddoto sulla cucina e sulla paella valenciana.
Il riso in Spagna è usato per tantissime ricette, in particolare è celeberrima quella della paella, così chiamata proprio per la padella in cui viene cucinata, alla quale è stato tolto il manico per sostituirlo con due maniglie più pratiche per sostenerne il peso. Diffusissimi sono anche il gustossimo arroz al horno (riso al forno) che viene cotto in un coccio e poi messo in forno, ha un condimento a base di verdure, spezie e maiale; e il molto diffuso arroz caldoso che è invece una minestra di riso e pesce.

“Facciamo la paella perché abbiamo un prodotto. Questo è un riso particolare e così abbiamo voluto adattare la cucina al riso. ” ci ha spiegato Santos.

Vicente Rioja del Restaurante Rioja, Valencia

Abbiamo assaggiato la paella di Vicente Rioja

Appartenente a una famiglia di Chef da quattro generazioni, Vicente è il proprietario del ristorante Rioja. La paella viene cotta all’aria aperta e sul fuoco a legna, solitamente d’arancio. Questo metodo consente di mantenere il fuoco costante e regolarlo a seconda dei vari momenti di cottura.

Una mega paella… tutta per me!

Sapevate che…

Mentre i cuochi preparano la paella mettono a cuocere del fegato che, una volta cotto, mangiano loro come aperitivo, magari con una bella cerveza ghiacciata?
La paella è infatti condivisione, non si cucina mai da soli ma in compagnia… è un piatto che porta convivialità non solo tra i clienti ma anche tra i cuochi.

Non si può non abbinare alla paella un buon bicchiere di sangria

La ricetta della bevanda spagnola per eccellenza cambia di famiglia in famiglia e spesso, per le errate proporzioni, non è poi così gustosa. Motivo per cui Lolea ha pensato di mettere a punto la miscela perfetta della sangria e imbottigliarla in men che non si dica in un packaging coloratissimo e “spagnoleggiante”.
L’ho assaggiata e che dire… me ne sono innamorata!

La sangria Lolea

Questo weekend quindi non prendete impegni

Sabato 12 settembre dalle 18.00 alle 23.00 e domenica 13 settembre dalle 11.00 alle 16.00 potrete assaggiare la vera paella valenciana in abbinamento a un buon bicchiere di sangrìa Lolea.

Per i più piccoli sarà inoltre possibile partecipare al “Gioco della raccolta e pigiatura” degli acini, per celebrare al meglio settembre, il mese della vendemmia.
Vi ricordo che i posti sono limitati, è necessaria la prenotazione.

¡Que empiece la fiesta!

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