Questo è solo l’antipasto…

santa-claus-1906513_1920«Domani inizia l’Avvento, ci hai comprato il calendario?» domanda di rito che ponevo ogni vigilia del primo dicembre a mia mamma. Il mio momento preferito: ogni giorno un cioccolatino diverso, un piccolo premio che mi spingeva a dare il meglio durante la giornata, una magia che arrivava solo una volta all’anno, nel periodo più bello, quello del freddo fuori dalla finestra, delle calde coccole sul divano davanti ai film romantici e della casa addobbata con palline, cuoricini rossi e porta candele a forma di Babbo Natale. 


Crescendo, l’Avvento non ha smesso di avere significato per me, ogni volta lo vivo in maniera diversa e oggi sono io a comprare il calendario o avere attenzioni verso i miei cari perchè non si perdano il loro momento di dolcezza quotidiano. 
Quest’anno il trenta novembre invece di chiedere a mia madre se avesse pensato al calendario, mi sono trovata nell’aula Ferrero a sostenere l’esame di Teoria e tecnica dei media digitali per presentare un piano di Content Marketing: 
Innamorati in cucina, un blog in cui racconto storie che il mio amore per la cucina mi ispira giorno dopo giorno.

Essendo io così legata all’apertura delle venticinque caselle da tempo immemore, ho pensato di aspettare il momento più bello dell’anno, rendendo partecipi venticinque dei miei più cari amici, che vivono a Bologna, come me, chiedendo ad ognuno di loro quale fosse il loro ingrediente preferito e la storia d’amore che li lega. L’unione di questi venticinque ingredienti darà poi vita alla mia proposta di un Menu di Natale innovativo e speciale che veda protagoniste tutte le persone che amo di più.

Nachos a modo mio con salse di fagioli e basilico 

Farina, storia di Arianna

Iniziamo con una magia… la farina, l’origine di tutto: pizze, brioche o pasta all’uovo. 
È l’ingrediente di Arianna, lei e la sua mamma lo usano tutti sabati per fare la pizza… sabati comuni a gran parte degli italiani, fatte di relax, famiglia e croccantezza.
Dalla farina nascono le migliori prelibatezze, grazie alla chimica con gli altri ingredienti. Lo stesso è successo anche a me e Arianna, la mia piccola amica,un po’ sorellina minore che sto vedendo crescere e trasformarsi in una stupenda ragazza. 

Semi di finocchio, storia di Eleonora

Domenica di tradizione, domenica di pioggia, domenica di nonne e nipoti. Entriamo in casa di Eleonora, la mia compagna di biblioteche, cultura, affascinata dalle parole strane e dai colori pastello. 
Guardo dalla finestra: vedo le sue mani piccole che si intrecciano a quelle della nonna, sporche di farina, c’è un venticello leggero, la temperatura non scende sotto i 15º, siamo in Basilicata, sono intente a fare i taralli. La piccola continua a mangiare semi di finocchio mentre ne passa alla nonna, esclama: “Nonna ricordati i semini, sai che mi piacciono come niente al mondo. Ci sono nelle salsicce che hai comprato? Non capisco perché piacciano solo a me!” “Certo Eleonora, tutto per la mia nipotina” e un sorriso grande è stampato sul suo viso. 

Basilico, storia di Debora

Foglia verde brillante, profumo inconfondibile, la perla senza la quale il pesto non esisterebbe: basilico.
Ingrediente preferito di Debora, è ciò che le fa capire che “per cena pizza”, sua mamma ne mette un po’ tra i pomodori “per dargli sapore”, la riporta alla sua terra, Serino, il comune con l’acqua più buona d’Italia. 
Il nostro viaggio continua tra le terre dell’Italia, siamo in Campania e il basilico viene chiamato “vasinicola”, forse per la leggenda del Re Nicolaj che nel suo giardino coltivava piante di basilico, o più probabilmente per l’etimologia dal greco “basileios”, ovvero “re”. Sia per i Romani che per i Greci questa pianta era particolarmente preziosa, “basilikon phyton”, “degna di un re”. Sua maestà il Basilico si trova sui davanzali di tutti noi, nei sughi e in un locale di Bologna a lui dedicato: Vasinikò.
Lo consiglio a chi vuole assaggiare la vera pizza napoletana, agli amici che si rincontrano dopo tanto tempo e a chi,a pranzo, vuole mangiare bene spendendo poco, grazie alla loro formula di “menu fisso”.

Fagioli, storia di Luca

Voi sapete come si dice in greco “fave e piselli”? Lo scoprirete grazie al racconto di Luca, che mi ha raccontato del suo amore per i fagioli, purtroppo molto spesso confuso a causa del suo spirito e della sua celebre frase “no faghioli”. «Io sono allergico alle fave e piselli, ma posso mangiare fagioli e fagiolini. Durante un viaggio in Grecia, per inutili precauzioni di mia madre, dovevo vedere come si dicesse fave e piselli in greco, incredibilmente c’era una parola che racchiudeva entrambi e cioè faghioli, per cui la prima cosa che dicevo alla mia prof per prenderla in giro era “no faghioli”. Arrivati ad Atene cosa ci danno da mangiare? Insalata russa coi piselli. Non è possibile! L’unica cosa che non potevo mangiare erano i faghioli!! E così mi sono divertito a scherzare con i miei amici sul “no faghioli” a destra e a manca, tanto che molti italiani pensano che a me i fagioli non piacciano, mentre ormai sono il mio ingrediente preferito!»

 

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